Storia della nostra Avis

Ricordo un episodio:  un bambino era caduto dalla finestra e rischiava di morire per emorragia, ma Zavattini, un operaio delle Reggiane e nostro donatore, nonostante avesse donato il sangue lo stesso giorno, l’ha donato una seconda volta per salvare il bambino.” (Dott. Paolo Bertolotti)

Dopo la guerra di Liberazione in Italia e il disastroso conflitto mondiale , a Reggio Emilia, alla fine del 1945 nasce l’Associazione Donatori di Sangue Reggiani costituita da 17 volontari che donavano il sangue per gli ammalati ogni 20-30 giorni, poiché i famigliari di questi ultimi non sempre erano adatti alla donazione.

Già nel marzo del 1947 i donatori sono diventati 31 e hanno istituito la “Libera Associazione di sangue”. Nello stesso anno è stato redatto un breve statuto, composto di soli 10 articoli che definivano le  finalità dell’ Associazione ed è stato eletto un Consiglio Direttivo con il dott. Guido Franzini presidente, Italo Prandi segretario, la signora Giustizia Ferretti tesoriere e consiglieri Alfredo Casali e il dott. Cesare Fanticini.

Soltanto nel 1949, con un centinaio di soci e oltre 300 donazioni, la “Libera Associazione di sangueè confluita nell’ AVIS nazionale.

Il C.D., precedentemente eletto si è ampliato con l’inserimento di altri 4 consiglieri: Bonilauri Veronica, dott. Giuseppe Chiesi, dott. Marmiroli Alberto e Zanettini Edmondo.

In questo primo periodo era davvero complicato trovare nuovi donatori, ciò era legato alla scarsità di mezzi per la propaganda ma ancor di più ai pregiudizi sul dono del sangue ritenuto rischioso per la salute del donatore. Questo è dimostrato dal fatto che nel 1954 i donatori attivi non erano più di 190.

Per incrementare i prelievi e per attivare ed estendere la propaganda, il C. D. ha deciso di provvedere attraverso prelievi occasionali da effettuarsi la domenica in città o in diverse località della provincia. Il primo prelievo occasionale e collettivo, organizzato dall’AVIS comunale con l’assistenza dei tecnici dell’Ospedale “S. Maria”, si è effettuato il 16-03-1958 in piazza Cavour a Reggio Emilia con il dott. Paolo Bertolotti, unico medico trasfusionale, utilizzando una grande tenda messa a disposizione dai Vigili del Fuoco. A questo primo prelievo in piazza ne sono seguiti altri due in provincia: il 4 maggio a Brescello e l’8 giugno San Faustino di Rubiera. Tutte le domeniche di quell’estate sono stati effettuati prelievi collettivi, al mattino in una località e al pomeriggio in un’altra. Alla fine dell’anno sono risultate 20 le località visitate e 2000 le sacche raccolte in città e provincia.

Successivamente, con l’inaugurazione della prima autoemoteca (6-1-1959) è stato organizzato il lavoro in modo più metodico, raggiungendo 113 località diverse in un anno. Il numero dei donatori è sensibilmente cresciuto fino a raggiungere i 1487 donatori attivi e 2733 tesserati.

Il sangue prelevato veniva posto in delle cassette con il ghiaccio ed entro 5 ore, prima che il ghiaccio si sciogliesse, veniva portato in ospedale.

Per chiamare le persone a donare c’era un galoppino che andava direttamente nelle case dei donatori quando si necessitava del sangue.

Nel 1963, si è optato per la gita sociale, rinunciando al pranzo, ma successivamente negli anni 67-68 i donatori hanno volontariamente rinunciato alla gita per facilitare l’acquisto della nuova sede.

Una metà del prezzo della sede è stato saldato da Lombardini, l’altra parte doveva essere pagata dagli associati con un mutuo di 20 anni, ma il mutuo è stato saldato in soli 5 anni grazie alle donazioni dei volontari.
Nel 1969 è stata inaugurata la sede dell’AVIS in viale dei Mille, 6, sede sognata per anni e fortemente voluta dagli Avisini reggiani. Tale sede è stata molto frequentata all’inizio, utilizzata oltre che per Segreteria, per incontri, dibattiti, feste, mostre, tornei di carte, corsi di aggiornamento, conferenze ed altro. Dal 1975 ha inoltre ospitato la Segreteria dell’AVIS provinciale fino a quando non ha trovato locazione in viale Umberto I.

Da quell’anno la sezione in viale dei Mille, 6  ha cessato di interessarsi direttamente dei prelievi in provincia , limitando il proprio compito nell’ambito comunale ove venivano continuati, sia in città che in  periferia, i prelievi occasionali domenicali, mentre si dava inizio ad una massiccia opera di propaganda nelle scuole con risultati sempre maggiori che hanno raggiunto l’apice negli anni 1988-92.

Nell’AVIS comunale, a causa dell’ immenso impegno in innumerevoli opere e iniziative si è reso necessario ampliare il numero dei membri del C.D., portandolo a 169.

Per esigenze pratiche è stata allestita in Sede una sala prelievi adeguatamente attrezzata inaugurata nell’ottobre 1996.

Nel contempo si sono mantenuti più che ottimi i rapporti  con il Centro Trasfusionale del “S. Maria” il cui direttore Paolo Rivasi, nel 1999, ha accettato l’invito di presiedere il C.D. dell’AVIS comunale, incarico rinnovato nel 2002 fino al febbraio 2005. Lo hanno coadiuvato collaboratori davvero in gamba che hanno saputo dare un nuovo impulso all’attività della Sezione con aumento di iscritti (quasi 2500, contro i 1400 di tutta la provincia) e di donazioni (quasi 6000, di sangue intero e di plasma).

Nel 2006 si sono contati 3500 donatori che si sono sottoposti a 7829 prelievi tra sangue intero, plasmaferesi e piastrinoferesi e nel 2007 sono stati premiati, durante la festa dell’AVIS reggiana, 173 donatori per il loro impegno: hanno ricevuto la Medaglia d’Oro, il Distintivo d’Oro con Fronde e, i più generoso la Croce d’Oro.

Nel 2009 è partita l’iniziativa “I colori del dono”con lo scopo di coinvolgere nuovi donatori tra i cittadini stranieri. A tal proposito sono stati formati 18 operatori di diverse nazionalità allo scopo di sensibilizzare i loro connazionali. Nel 2010 si sono contati 500 donatori di sangue di origine straniera (polacchi, russi, paesi dell’est in generale , Colombia, nord e centro Africa), il 3,3% dei 15000 donatori di sangue  iscritti all’AVIS reggiana.

Il 15 giugno 2014 è stata posata la prima pietra della Casa del Dono in via Muzio Clementi.

Verrà realizzato un edificio su due piani in cui al piano terra si svolgeranno le attività trasfusionali del Santa Maria Nuova e di AVIS, mentre al piano superiore ci saranno le sedi di AVIS provinciale e comunale, di ADMO e di AIDO oltre ad un’ampia sala per riunioni.
La Casa del Dono, che AVIS ha tenacemente perseguito per alcuni anni, permetterà di mettere a disposizione dei donatori una struttura moderna ed efficiente in una zona facilmente raggiungibile per proseguire una attività essenziale per salvare tante vite, attività svolta in modo del tutto gratuito e nel massimo della sicurezza per chi dona e per chi riceve.