Lavori di pubblica utilità

LPU

dall’obbligatorietà all’opportunità. L’occasione per un percorso motivazionale e di prevenzione.

Percorsi integrati per lavoratori socialmente utili di sensibilizzazione, motivazione e coinvolgimento sui temi dei comportamenti afferenti o coincidenti sugli effetti dello stato di ebbrezza alcoolica e attività di prevenzione sulle possibili conseguenze.

Alcool: causa di un incidente stradale su tre

La statistica è dell’Istituto Superiore di Sanità ci avvisa che in Italia, gli incidenti causati dall’abuso di alcool rappresentano il 30% del totale: la stima si basa sul numero delle dimissioni ospedaliere. Un dato certo da una fonte sicura. Le fasce più a rischio sono quella giovanile: il 36.6% dei morti sulle strade nei fine settimana del primo quadrimestre del 2010 aveva meno di 30 anni. Tipici gli incidenti del sabato sera: nelle ore notturne (tra le 22 e le 6) sono aumentati lo scorso anno del 1.5%. Anche le donne sono una fascia in crescita relativamente a questo problema.

La situazione è grave e l’introduzione dell’istituto previsto dalla L. n. 120 del 2010, della possibilità di far luogo, anche per  i reati – di competenza del tribunale – di cui agli artt. 186 ss D.lgs n. 285 del 1992, all’istituto del lavoro di pubblica utilià, ha aperto su questo fronte una finestra ai più precedentemente sconosciuta. Il numero di soggetti che si trovano nella circostanza di dover richiederne i benefici sono veramente tantissimi ed in netta crescita. La rilevanza sociale della questione è assolutamente emergenziale e le ricadute  in termini di costi, sono esorbitanti. A fronte di questa premessa, è interessante comprendere quali sono i benefici che la legge consente attraverso l’attivazione dei lavori di pubblica utilità: l’attività viene svolta nell’ambito della provincia in cui risiede il condannato e comporta la prestazione di non più di sei ore di lavoro settimanale da svolgere con modalità e  tempi che non  pregiudichino le esigenze di lavoro, di studio, di famiglia e di salute del condannato. Tuttavia, se il condannato lo richiedesse, il giudice può ammetterlo a svolgere il lavoro di pubblica utilità per un tempo superiore alle sei ore settimanali.

La durata giornaliera della prestazione non può comunque oltrepassare le otto ore. Il ragguaglio della pena pecuniaria è di 250€ per un giorno di lavoro di pubblica utilità. Le amministrazioni, enti o associazioni presso cui viene svolta l’attività lavorativa, assicurano il rispetto delle norme e la predisposizione delle misure necessarie a tutelare l’integrità fisica e morale dei condannati. In caso di svolgimento positivo, la confisca del veicolo viene revocata, la sospensione della patente ridotta alla metà ed il reato si estingue.

Detto ciò, proprompe la necessità che i soggetti giuridici che decidessero di farsene carico, siano assolutamente consapevoli della responsabilità sociale che si assumono nel gestire attraverso la loro quotidianità i LPU.

L’Avis Comunale di Reggio Emilia, coscienti di ciò, ha immediatamente rilevato alcune questioni di fondamentale importanza:

  • L’abuso di alcool e stili di vita disarmonici sono assolutamente incompatibili con la donazione di sangue.
  • le lesioni derivanti dagli incidenti stradali necessitano di considerevoli quantitativi di sangue per gli interventi chirurgici spesso necessari.
  • Una condanna penale può risultare poco efficace quando non vengono compresi a pieno i rischi che si corrono e i danni che si possono arrecare agli altri.

La necessità di approcciare la questione quindi, attraverso una modalità organizzata e multidisciplinare è imperativa, non può infatti essere ascritto al concetto di LPU né l’idea di una messa a disposizione di una risorsa lavoro gratis , tantomeno lasciar trascorrere le ore previste dalla condanna, in una atmosfera spontaneistica non finalizzata che di fatto frustrerebbe le finalità educative che ogni condanna penale prioritariamente prescrive.

L’Avis Comunale di RE in condivisione con la Provincia di RE, mettendo in campo le proprie risorse sia economiche, ma soprattutto organizzative ha realizzato una progettualità che prevedendo una proposta multidisciplinare realizza un percorso a forte valenza professionale da una parte, cercando di incrociare le competenze del lavoratore di pubblica utilità e l’offerta di processi lavorativi individuati sia in Avis che in altre Associazioni che attraverso l’organizzazione dell’Avis possono condividere l’esperienza.
L’equipe di lavoro strutturata per il progetto è così costituita e sintetizzata per competenze nel prg:

Ottavio Perrini – Presidente Avis Comunale/ Responsabile di Progetto

  • Competenze nel progetto: ideazione e supervisione generale sul prg. Cura gli aspetti a valenza pedagogica del prg. Attua la presa in carico e la verifica di chiusura. Cura tutti gli aspetti di relazione con i soggetti esterni all’Avis Comunale RE

 Alberto Tavazzani – Project Manager

  • Competenze nel progetto: cura la parte della gestione e della costruzione della dimensione grafica del prg. Valuta, nel corso della realizzazione del prg, le criticità emergenti e propone soluzioni risolutive.

Michele Domenichini – Psicologo

  • Competenze nel progetto: concorre alla presa in carico e fornisce le indicazioni necessarie affinché emergano le caratteristiche e le esigenze di ogni soggetto che accede ai LPU. Fornisce supporto in corso d’opera e concorre alla verifica di chiusura. Concorre con il Responsabile di Progetto alla realizzazione del percorso psico-pedagogico con prevalenza agli aspetti motivazionali, da proporre, in modo assolutamente volontario, ai LPU attraverso i quali sia possibile agire una crescita sia dal punto di vista della consapevolezza e della motivazione.

Rosaria Sergio – Coordinatore Esecutivo e Amministrativo

  • Competenze nel progetto:  mette in opera per ogni LPU quanto proposto in fase di presa in carico. Supporta gli LPU in fase operativa. Attua momenti formativi in fase di inserimento degli LPU. Individua i percorsi lavorativi da prevedersi per  i conseguenti inserimenti di LPU. E’ presente sui luoghi di lavoro e mantiene aggiornati i calendari di presenza. Si interfaccia con Psicologo e Responsabile di Progetto sull’andamento del percorso. Cura ed aggiorna la pagina web dedicata ai LLPU. Gestisce tutti  gli aspetti logistici.  Raccoglie le richieste di LPU, aggiorna la modulistica necessaria, concorre con il Coordinatore Esecutivo ed il Responsabile di Progetto alla gestione operativa e delle fasi del prg. Mantiene i contatti con la Polizia Giudiziaria per i controlli dell’attività dei LPU.

Alberto Carpi – Informatico

  • Competenze nel progetto: cura il trasferimento del cartaceo in formato elettronico sia della presa in carico che di tutta la modulistica, con l’implementazione della PEC per le comunicazioni istituzionali Alberto con Tribunale e Polizia Giudiziaria. Concorre alla realizzazione del database che raccolga tutte le informazioni derivanti dai LLPU con l’obiettivo di realizzare un software applicativo dedicato ai LLPU usufruibile anche da altri.

Attività consulenziale pro-bono:

Franco Drigani – Comandante Polizia Municipale Val d’Enza

  • Competenze nel progetto: fornisce consulenza e supporto sugli aspetti normativi e relativi ai rapporti tra associazioni sedi di LPU e Polizia Giudiziaria.

Studio Legale Avv. Nicola Di Matteo – Luca Vinelli – Ciro Franco

  • Competenze nel progetto: Forniscono consulenza e supporto per gli aspetti normativi, giudiziari e le implicazioni legali.

Tutta l’equipe concorre collegialmente alle verifiche intermedie sui processi e flussi operativi messi in opera.

Attività realizzata ad oggi. Inizio attività prg Giugno 2013 ( con interruzione luglio/agosto).

Messa in opera ufficiale: settembre 2013.
L’8/07/2014 è stata ampliata la convenzione con il Tribunale di Reggio Emilia portando a 10 il numero di LLPU contestuali.

Sono state gestite 135 ore nel 2013, 1294 nel 2014, 1689 nel 2015 e 462  nel 2016 al 06/05/16.